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Essenza dura: quali legni vi appartengono

Cosa intendiamo quando parliamo di “essenza” del legno? Il termine deriva dal latino, “essentia”, e può essere considerato un sinonimo di “specie”, del legno; non ha nulla a che vedere, dunque, con la fragranza del legno, anche se naturalmente ogni legno ne ha una propria. Con essenza del legno, infatti, ci riferiamo alle peculiarità del legno, alle sue caratteristiche, che differiscono da pianta a pianta, sia in termini d’aspetto che di impiego. Dagli alberi, agli arbusti, i legni vengono classificati in famiglie e suddivisi, a loro volta, in specie legnose, ognuno con una particolare essenza.

A seconda del luogo di origine, il legno si distingue in europeo (come l’abete, il pino o il larice) e in esotico (come il mogano, l’ebano o il palissandro); per quanto riguarda le proprietà invece, nello specifico il grado di durezza, il legno si suddivide in essenze tenere o dolci ed essenze dure o forti. È proprio quest’ultima la caratteristica che sta alla base della più comune classificazione del legno, quella che fa riferimento alla sua resistenza e alla sua possibilità di lavorazione.

 

Essenze tenere o dolci

Con essenze tenere o dolci si intendono quelle specie legnose più leggere e dalla crescita rapida. Generalmente di colore chiaro, le essenze tenere o dolci si presentano bene al taglio e sono, quindi, più facilmente lavorabili, ma avendo una scarsa resistenza sono più sensibili a graffi, urti e flessioni. Sono usati tendenzialmente per la realizzazione di semilavorati lignei, per lavori di carpenteria, oppure per la produzione della carta. Appartengono a questa classificazione l’abete, il larice, il pioppo, la betulla, il tiglio.

 

Essenze dure o forti

Fanno parte di questa classe tutti i legni più nobili, dal tessuto legnoso duro e compatto. Tradizionalmente utilizzate in falegnameria ed in ebanisteria, le essenze dure o forti sono caratterizzate da un elevato grado di robustezza e da un’elevata resistenza alle sollecitazioni, per questo sono più difficili da lavorare e vengono impiegate in ebanisteria laddove sono necessarie lavorazioni arrotondate o sagomate.

 

Quali sono i legni duri?

A seconda del coefficiente di durezza del legno, si distinguono essenze mediocremente dure, specie molto dure o durissime e specie ossee. Tra le essenze mediocremente dure troviamo il castagno, il faggio e il noce, mentre tra le specie di legno molto dure e durissime ci sono l’acero e il rovere. Tra le essenze lignee definite ossee, il mogano e l’ebano sono le più conosciute. Analizziamo insieme, una per una, le essenze di legno duro.

 

Indice delle essenze mediocremente dure, molto dure e ossee

Tra le essenze di legno duro, molto duro o osseo più diffuse, troviamo:

Legno di castagno
Il castagno è una varietà di legno appartenente alla famiglia delle fagacee, di origine euroasiatica ma largamente diffuso anche in Italia. Si tratta di un legno molto pregiato e si presenta di colore bianco, tendente al giallastro, con il durame di colore marrone chiaro e fibre solitamente diritte. Il castagno è un legno di media durezza ma di buona conservazione, molto resistente agli agenti atmosferici e alle variazioni di temperatura.

È tra i legni duri più versatili, si presta diverse lavorazioni – essendo facile da tagliare – ed è particolarmente usato per la realizzazione di mobili, di infissi e per l’arredamento di interni, oltre che per elementi d’arredo per esterni, proprio per l’elevato grado di robustezza e per la sua colorazione rustica e raffinata allo stesso tempo.

 

Legno di faggio
Il faggio è un legno molto comune dell’Europa centrale, ma che si trova anche in altri continenti. Oltre a quello selvatico ed europeo, esistono altre varietà di faggio come quello americano, giapponese o australiano, ciascuno contraddistinto da caratteristiche proprie. Il faggio europeo si presenta come un legno di colore tra il biondo e il rosso, con una corteccia grigiastra e liscia, che si distingue per piccole e lucide venature riunite in alcune parti del fusto, visibili anche quando il legno viene trattato.

È un legno di media durezza, particolarmente resistente e flessibile ma dalla porosità diffusa, è infatti sconsigliato per ambienti esterni e umidi. Il legno di faggio era largamente utilizzato da Thonet per le sue celebri creazioni (come la celebre sedia n° 14), oggi è usato in molti campi dell’ebanisteria, per la realizzazione delle componenti strutturali dei mobili, ma raramente come legno finito per la mobilia. Infatti, trova il suo impiego in strutture per accessori d’arredo, divani e sedie impagliate.

 

Legno di noce
Appartenente alla famiglia delle Juglandaceae, il noce è un legno originario dell’Asia occidentale molto diffuso anche in Italia, soprattutto nelle zone collinari e di prima montagna. Come per il castagno, ne esistono diverse varietà a seconda del luogo di provenienza, tuttavia quello europeo è il più pregiato.

Si caratterizza per il colore giallognolo con venature scure, qualche volta nere, e per un durame marrone grigiastro. Si tratta di un legno di media durezza e elevata qualità, che si presta a diverse lavorazioni: ha infatti una buona resistenza alle sollecitazioni ed è molto impiegato nel settore degli arredi di lusso, oltre che per realizzare rivestimenti, intarsi e impiallacciature.

 

 

Legno di acero
Il legno di acero è un legno di grande pregio e rientra tra le essenze di legno molto dure. Si presenta di colore giallo o rossastro con venature ondulate, ma è possibile trovarlo anche di colore chiaro, quasi bianco e con piccole macchioline “a occhio d’uccello” di alta resa estetica, a seconda della provenienza. Le varietà di legno di acero si distinguono tra europeo, americano e canadese, ma presentano caratteristiche pressoché analoghe: un legno di elevata durezza, particolarmente resistente alle flessioni e, dunque, facilmente lavorabile.

Il legno di acero è ampiamente utilizzato in ebanisteria, in particolare per realizzazione di mobili di lusso, strumenti musicali, giocattoli, pavimenti.

 

Legno di rovere
Come il legno di acero, il rovere rientra tra le specie di legno molto dure. A seconda della sua provenienza (legno d’acero americano, europeo o giapponese), può essere di diverse tonalità cromatiche che virano tra il bruno e il giallastro, con picchiettature scure, ed avere una grana del rovere variabile. Il legno di rovere presenta un buon grado di versatilità e di resistenza, anche alle intemperie, per questo adatto a qualsiasi lavorazione; in particolare trova largo impiego nella costruzione di mobili pesanti, di parquet e di impiallacciature decorative. Ritenuto pregiato fin dall’antichità, il rovere viene adoperato anche in campo navale (per costruzione navali e idrauliche) e per grossa carpenteria.

Legno di mogano

Il legno di mogano è tra le specie di alberi tipici delle regioni tropicali, diffuso soprattutto nel nord America. Si tratta di un legno molto duro e massiccio, definito un tipo di legno osseo, per il suo elevato grado di durezza e di compattezza. È un legno molto pesante e resistente alle sollecitazioni (come flessioni e compressioni), ma essendo molto poroso è particolarmente sensibile all’umidità e al viraggio cromatico.

Il colore del mogano è variabile, lo si può trovare in tonalità di giallo, rossiccio o in marrone scuro, e presenta ricche venature e una grana fine ed uniforme. Sebbene in passato gli esemplari più grandi venivano utilizzati anche per costruire edifici, proprio in virtù della sua durezza, oggi è impiegato soprattutto nella produzioni di mobili di pregio e impiallacciature.

 

 

Legno di ebano
Come il mogano, anche il legno di ebano è diffuso soprattutto nelle zone tropicali, in particolare nelle foreste africane, indiane ed indonesiane. Si tratta di un legno molto pregiato e si presenta con un proverbiale colore scuro, tendente al nero e, a seconda della varietà, può avere sfumature più o meno chiare. Tuttavia, esistono varietà di ebano rossi, verdi oppure picchiettati di marrone o di grigio.

Le caratteristiche fondamentali del legno di ebano sono l’elevato grado di durezza e di compattezza, dati dalla grana particolarmente fine. Anche il legno d’ebano, come il mogano, ha una buona resistenza alle sollecitazioni essendo un legno molto pesante, ed è parecchio durevole nel tempo; di contro, i suoi impieghi sono piuttosto limitati, per via della scarsa lavorabilità e del suo costo elevato.

Da sempre considerato un legno di alto pregio, l’ebano è il più duro tra i legni pregiati, per questo utilizzato per la realizzazione mobili di lusso, sculture, lavori di intaglio, strumenti musicali e oggetti ornamentali.

 

Oltre alle varietà di legno duro più utilizzate in ebanisteria citate poc’anzi, tra le essenze di legno dure o forti rientrano anche il legno di ciliegio, il legno di ulivo, il legno di bosso, il legno di palissandro, il legno di frassino e, infine, il legno di olmo.


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