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Come Restaurare i Mobili Antichi

Come Restaurare i Mobili Antichi

Quando arriva il momento di arredare casa, non è sempre  necessario comprare mobili nuovi di zecca. Infatti, molto spesso capita che un parente stretto si ricordi di avere un mobile che potrebbe fare al caso nostro, solo andrebbe rimesso un po’ a nuovo. Allora ci si chiede: come restaurare un mobile antico?

Certo sarebbe meglio affidarsi ad un vero negozio di antiquariato con esperti di tecniche del restauro, ma con qualche accorgimento si può far tornare un mobile al suo antico splendore.

La filosofia di base consiste nell’assoluto rispetto delle condizioni originali del mobile, ovvero qualsiasi intervento effettuato deve cercare di riportare il mobile antico alle sue condizioni originali di costruzione, dei materiali e delle finiture.

Pertanto è bene cercare di rimuovere eventuali aggiunte o manomissioni documentandosi sui testi specialistici o chiedendo informazioni direttamente ad un restauratore di mobili antichi o ad un antiquario.

Le Fasi del Restauro dei Mobili Antichi

Volendo cercare di essere schematici, potremmo dividere il restauro del mobile antico in tre fasi: una strutturale, una di pulitura ed una di finitura.

Nella fase strutturale ci preoccuperemo di ripristinare tutte le parti funzionali del mobile antico, quali la riparazione o sostituzione delle gambe o dei piedi, lo scorrimento dei cassetti, la chiusura di eventuali crepe o fessure etc. etc.

Nella fase di pulitura dopo aver tolto accuratamente tutta la ferramenta del mobile antico (serrature, pomoli, maniglie..) dovremo cercare di rimuovere la vecchia verniciatura e lo sporco depositato negli anni. Questa è un’operazione molto delicata in quanto bisogna cercare di non essere troppo radicali e lasciare qualche segno legato all’uso, magari un po’ di sporco negli interstizi degli intagli o nelle cornici delle modanature.

Un mobile antico restaurato deve denunciare la sua età, non la deve nascondere. Quindi sarà nostra premura di avere il dovuto rispetto dei “difetti” legati al tempo così come allo sporco. La “patina” di un mobile antico non è null’altro che un condensato di sporco, ossidazione e micro usure che ci aiutano a determinare la datazione di un mobile antico.

La finitura è preceduta dalla coloritura se si necessita di accompagnare delle stuccature o delle integrazioni. Normalmente viene impiegata la gomma lacca data in più mani; si consiglia di cominciare usando il pennello e una volta asciutta levigare la vernice con  della paglietta fine. A finire se non si sceglie una finitura lucida, una mano di cera solida non guasta mai!

Tutte queste operazioni vanno eseguite in un locale con finestre spalancate e con indosso i guanti, date le sostanze utilizzate per il restauro dei mobili antichi.

Falegnameria ed Ebanisteria

Ciò che è stato anzi detto, vale per mobili di falegnameria costruiti in legno massello e non decorati con essenze pregiate o comunque nobili Potremmo fare un distinguo tra i mobili antichi di falegnameria e quelli di ebanisteria, costruiti cioè da ebanisti.

Questo termine che letteralmente definisce le lavorazioni dell’ebano, fu adottato in Francia nel secolo XVII per qualificare l’impiallacciatore di legni pregiati, il quale rifiniva (dando però il più delle volte l’impronta caratterizzante al mobile) il lavoro del falegname vero e proprio, detto in Francia menuisier, che realizzava appunto solo il fusto del mobile, lavorando il legno massiccio.

La distinzione tra ébéniste e menuisier in Italia non è quasi mai riscontrabile in quanto le varie fasi esecutive del mobile venivano compiute da un singolo artigiano; questa distinzione in Francia assunse particolare importanza con la creazione dell’apposita Corporazione parigina dei menuisier ébénistes e qualifica di maitre, per ottenere la quale bisognava sostenere un esame presso la giuria della suddetta Corporazione con la presentazione di un proprio lavoro.

Sotto il regno di Luigi XV i maitres ébénistes dovevano firmare i propri lavori a difesa della loro qualifica di maestro, così come i pittori e doratori, i tappezieri ed i bronzisti dovevano contribuire alla realizzazione del mobile sotto la loro responsabilità e secondo le loro specifiche.

In chiusura ci preme ricordare come, in caso di difficoltà o di incertezza, sia sempre consigliato di rivolgersi ad un restauratore di mobili antichi esperto.


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